Le Borse sono un po’ stanche, ma il rimbalzo non è completo


Dal quadro intermarket arrivano indicazione molto chiare con riferimento al dollaro e all’euro, ma la variabile chiave è l’oro. Come si muoveranno i listini azionari nel breve?

Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, Head of Business Development and Chief Analyst presso Tier1FX, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

Il dollaro oggi arretra rispetto allo yen, mentre sta conquistando qualche posizione rispetto all’euro. Come valuta l’attuale impostazione di questi due cambi e e quali sono le sue previsioni nel breve?

La situazione sul mercato dei cambi è molto chiara nel senso che il dollaro-yen è arrivato in prossimità di una importante resistenza dinamica, che peraltro avevamo già citato più volte, in area 107.
A mio avviso in maniera non casuale, quando il dollaro è arrivato a testare questo livello si è avuta una pausa di un movimento rialzista molto profondo, complici anche le notizie arrivate dal fronte macro e mi riferisco alla presa di posizione della Bank of Japan relativamente alla mancanza di ulteriori misure di stimolo all’economia.

Il dollaro in questo momento è in chiara fase di arretramento rispetto allo yen e credo che sia qualcosa di importante a livello di quadro intermarket. Il dollaro-yen ha una zona di resistenza a 107,5 e fino a quando questa soglia non sarà superata, verrà compresso il recupero del dollaro e potenzialmente quello delle dinamiche ad esso correlate e mi riferisco al rischio in generale che rimane dollarocentrico e dollaro-dipendente.

Sotto quota 107,5 il dollaro a mio avviso sarà sempre da vendere sulla forza e non più da comprare sulla debolezza come in passato.

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Anche l’euro-dollaro quasi con identica precisione ha realizzato il test di un importante supporto dinamico e mi riferisco all’area 1,097/1,098. Su questa soglia, come sul dollaro-yen c’è una grande resistenza che ha funzionato per il momento, c’è un grande supporto.
Per quanto il rimbalzo dell’euro contro il dollaro non sembri molto profondo, se si va ad approfondire la dinamica complessiva dell’euro contro altre valute, notiamo che la moneta unica si sta irrobustendo.

E’ evidente che il processo di rafforzamento dell’euro contro il dollaro è molto più faticoso e più lento perchè si scontra proprio contro il biglietto verde, ma non c’è dubbio, osservando altre valute, che l’euro in questo momento è in fase di recupero e si stanno ricoprendo posizioni short per poi andare long.

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A livello intermarket in una view apparentemente semplicistica vedo dollaro-yen in discesa ed euro-dollaro in rialzo nelle prossime ore. Questo si traduce in entrambi i casi in una vendita del biglietto verde, ragion per cui mi aspetto un mercato azionario non necessariamente ribassista, ma meno tonico rispetto ai giorni passati.

Questi due presupposti risk-off di breve verrebbero meno qualora si verificassero due situazioni: una chiusura di dollaro-yen sopra 107,5 e una discesa dell’euro-dollaro sotto 1,095 in close di seduta.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio che si è riportato al di sotto dei 45 dollari al barile?

Il grafico del petrolio è potenzialmente da manuale con riferimento alle logiche dell’analisi tecnica. Si ha la sensazione di una fase di stabilizzazione verso il basso, ma personalmente ho l’impressione che possa trattarsi di un wedge di prosecuzione. Da qui in poi il petrolio potrebbe rimbalzare, segnalando che i corsi si stanno muovendo con grande precisione e non mi sorprenderebbe una reazione al rialzo.

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Vorrei ribadire un concetto di base: a livello intermarket in questo momento e a questi prezzi il petrolio non è più una variabile chiave.
Fino a quando il greggio si manterrà al di sopra dei 44 dollari non farà male al mercato e manterrà intatte le chance di un ulteriore rimbalzo, motivo per cui non mi posizionerei al ribasso ora sul petrolio.

Rispetto al petrolio ritiene che l’oro sia una variabile più rilevante a livello intermarket?

L’oro è senza dubbio una variabile chiave perchè quando ieri si è visto un accenno di debolezza sul mercato americano, con l’S&P500 arretrato un po’ nel pomeriggio, abbiamo osservato subito un deciso rimbalzo del gold.
L’oro viaggia su un doppio binario logico: da una parte è un bene rifugio e dall’altra è anche correlato inversamente al dollaro. Sfruttando le correlazioni da dollaro e mercati azionari, il gold viene giù da un doppio massimo in area 1.370/1375 dollari l’oncia.

C’è un supporto strategico in area 1.300 e fino a quando si manterrà al di sopra di tale soglia non darà il via libera ad apprezzamenti profondi dell’azionario.

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Se al contrario l’oro dovesse chiudere al di sopra di 1.340/1.345 dollari l’oncia, sarei preoccupato per le Borse, perchè sarebbe un chiaro segnale di ulteriore debolezza dollaro e soprattutto di un bene rifugio che si va ad apprezzare in maniera molto potente.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali sono le sue previsioni nel breve per Borse?

Usando il Dax30 come riferimento per la variabile rischio-mercati, notiamo che il movimento rialzista dell’indice tedesco appare un po’ stanco per quanto incompleto.
Il Dax30 a mio parere completerebbe il suo rimbalzo in area 10.300/10.350 e quindi avrebbe ancora l’1,5%-2% di rialzo. Considerato che gli altri strumenti di riferimento si sono già portati in prossimità di importanti livelli, di supporto o di resistenza, credo che il mercato valutario e quello delle correlazioni intermarket stia aspettando un segnale forte dall’azionario.

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L’indice più maturo e più pulito è il Dax30 e se quest’ultimo dovesse fermarsi, come sembra, in area 10.300/10.350, assisteremo ad una discesa di vari asset, mentre oltre il livello appena segnalato il quadro risk-off verrebbe meno e dovremmo riclassificare l’analisi in termini rialzisti.

Il rialzo dell’azionario è un po’ stanco e questo viene segnalato anche dall’andamento del gold che si mostra reattivo. Sono ancora moderatamente positivo sulle Borse almeno nel breve, anche se in ottica un po’ più ampia non sono così ottimista come altri.

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